giovedì 25 marzo 2010

Un prete accusato di genocidio si nasconde in Italia


Padre Ormisda Nsengimana, un prete cattolico prosciolto da accuse di genocidio dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR) è stato trasferito in Italia. Il tutto è stato confermato in una intervista con il The New Times di ieri, e ha detto che il prete era arrivato in Italia insieme al suo avvocato: "Sì, è arrivato in Italia questa mattina (ieri). Padre Nsengimana continuerà con i suoi doveri pastorali in una delle parrocchie del Nord Italia", ha detto Amoussouga, portavoce del ICTR.

Il tribunale del Ruabnda ha assolto lo scorso anno Nsengimana di genocidio e sterminio come omicidio e crimini contro l'umanità. Ha poi ordinato il suo immediato rilascio dalla detenzione delle Nazioni Unite ad Arusha Facility. Nonostante l'assoluzione gli attivisti anti-genocidio denunciato l'assoluzione e la colpa sul lassismo dei pubblici ministeri del TPIR.
 
Nsengimana è stato arrestato in Camerun nel marzo 2002 e fece la sua prima comparsa davanti al tribunale nel mese di aprile 2002. Il processo iniziato il 22 giugno 2007 e conclusi il 17 settembre 2008.

La Prima sezione del Tribunale penale internazionale per il Ruanda (ICTR), composta dai giudici Erik Mose (Norvegia), presidente, Sergei Alekseevič Egorov (Federazione russa) e Firenze Rita Arrey (Camerun) ha assolto il sacerdote Ormisda Nsengimana. Il sacerdote era accusato di genocidio per aver favorito, secondo l’accusa, "atti genocidari" a Nyanza nel 1994 quando era rettore del Collège Christ-Roi, una prestigiosa scuola cattolica secondaria. Il sacerdote è stato immediatamente scarcerato. L’assoluzione è stata accolta con grande disappunto dalle autorità di Kigali che hanno fortemente criticato la sentenza. Forse il dossier dell'accusa non ha retto il vaglio di un giudizio ispirato a criteri giuridici rispondenti a standard internazionali.


fonte:  allAfrica.com 



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