mercoledì 24 marzo 2010

Giuseppe Uva: NUOVI RISVOLTI


Sulla morte di Giuseppe Uva molte cose non tornano.


1) "I CARABINIERI HANNO DENUNCIATO GIUSEPPE QUANDO ERA GIA' MORTO"

"I carabinieri hanno denunciato Giuseppe Uva quando era già morto: la Polizia di Stato ha comunicato la sua morte il 14 giugno 2008 e tutta Varese sapeva quando e in che condizioni era morto Giuseppe. I carabinieri il giorno dopo, il 15 giugno, si premurano con nota numero 30/47 di protocollo di fare una comunicazione di reato di disturbo dell'occupazione e del riposo delle persone, un reato che si estingue con una multa, questa l'accusa gravissima per cui i carabinieri hanno denunciato un morto" così a CNRmedia il legale della famiglia, l'avvocato Fabio Anselmo su quello che viene già definito un secondo "caso Cucchi". Lo stesso legale che ha chiesto "la riesumazione del cadavere per una nuova autopsia"




2) LA TEORIA DELL'AUTOLESIONISMO

Il procuratore di Varese Maurizio Grigo ha annunciato una nuova inchiesta (a carico di ignoti). Lo stesso magistrato dopo avere letto la relazione degli agentiha esclamato: "Questa non è una relazione perché non si dice niente di quello che è successo in caserma!".

I due carabinieri che fermarono Giuseppe e Alberto, i militari Paolo Righetto e Stefano Dal Bosco (non indagati) scendono dall’auto, chiedendo ai ragazzi di mettere a posto i cassonetti. A questo punto Uva avrebbe urlato: "Mi avete rotto i coglioni, non metto a posto un cazzo". Parole che a dire di Alberto Biggiogero, "il mio amico Beppe no ha mai detto". Quattro giorni dopo la morte di Uva, gli agenti Bruno Bellisario e Vito Capuano (non indagati) presenti quella sera, riportano i fatti: Giuseppe Uva impazzisce. "Il soggetto – scrive l’agente Capuano – improvvisamente sferrava una violenta testata all’armadio di ferro". Riammanettato, "anche da terra Uva continuava a picchiare volontariamente il capo al suolo". Prende corpo la tesi dell’autolesionismo a oltranza. Così, Giuseppe, alla vista del medico (chiamato dai carabinieri, dopo che gli stessi avevano annullato la richiesta al 118 fatta da Bigioggero) "dopo aver sferrato un pugno perdeva l’equilibrio battendo la nuca". L’agente Bellisario aggiunge particolari: "Urlava di non toccarlo che ci avrebbe rovinati. Pur ammanettato, l’Uva si è buttato a terra e ha ricominciato a picchiare la testa sul pavimento". L’agitazione ormai è quasi convulsiva. Tanto che "il sottufficiale gli ha messo un piede sotto la testa in modo che almeno la picchiasse contro i suoi anfibi anziché sul pavimento".
Una ricostruzione che Lucia Uva, sorella di Giuseppe, definisce "da film". E poi aggiunge: "E’ la stessa ricostruzione che i poliziotti fecero per giustificare la morte di Federico Aldrovandi"


"Se si legge la querela fatta dall'amico Alberto Biggiogero, si capisce bene cos'è successo quella notte".






1 commenti:

  1. Che dire ci sono nomi e cognomi di queste bestie,
    senza offesa per gli animali.
    Voi che gli abitate vicino (mi riferisco ai vicini di casa di queste bestie) da oggi odiateli perche domani potrebbero fare ai vostri figli ciò che anno fatto al povero GIUSEPPE UVA.
    L'unica cosa che mi da un po di gioia è il fatto che ci sono tanti appartenenti alle forze dell'ordine che fanno bene il loro mestiere e rischiano ogni giorno la loro vita per la gente.

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