venerdì 26 marzo 2010

Eppure mancava una cosa ieri sera a Raiperunanotte: Sabina Guzzanti.


Ieri sera serata fantastica, meravigliosa. Non solo per la qualità della serata, ma soprattutto perché si è riuscita ad aggirare la censura con un riscontro di pubblico ottimo.

Però ieri sera mancava qualcosa, o meglio qualcuno, cioè Sabina Guzzanti. Ebbene sì perché se è vero che in Italia abbiamo la memoria veramente corta, è anche vero che Sabina Guzzanti con il suo programma satirico Raiot è stata censurata ancora prima che andasse in onda su Rai3, andando anche oltre la storia del "neanche in Zimbabwe"  nelle ultime intercettazioni di Masi riguardo ad Annozero.

Infatti, se il direttore Masi, nonostante tutto, ha detto che non potevano censurare un programma ancor prima che fosse mandato in onda, il programma della Guzzanti, invece, delle sei puntate previste per il suo programma solamente una è riuscita ad andare in onda sulla televisione pubblica. Dopo la prima puntata, intitolata "Armi di distrazione di massa", il giorno seguente fu annunciata una querela da parte di Mediaset contro la Guzzanti e della RAI per una presunta diffamazione a causa di alcune affermazioni fatte dalla Guzzanti stessa impersonando Lucia Annunziata (querela che fu poi vinta dalla Guzzanti).

Pochi giorni dopo la prima puntata, infatti, i cinque consiglieri RAI votarono all'unanimità un documento con cui s’invitava l'allora direttore generale dell'azienda radiotelevisiva pubblica Flavio Cattaneo «a sospendere temporaneamente la messa in onda di Raiot e proseguire la realizzazione delle altre cinque puntate, al fine di valutarle complessivamente per tutelare l'azienda da possibili future conseguenze civili e penali». La trasmissione venne quindi "temporaneamente" sospesa. In seguito il contratto tra la RAI e la casa di produzione del programma venne però sciolto, ufficialmente a causa dell'impossibilità di trovare un accordo che potesse soddisfare l'esigenza della RAI di visionare preventivamente le puntate. Cattaneo parlò di "separazione consensuale" mentre Sabina Guzzanti negò vi fosse un accordo da parte sua. La dirigenza della RAI, assieme ai membri di alcune parti politiche, aveva avanzato severe critiche alla trasmissione: la trasmissione, infatti, non era classificabile come "satira", era piuttosto un comizio politico e violava le regole del pluralismo dell'informazione poiché non offriva spazio ad eventuali repliche. 

Anche quella volta, e ancor prima della serata di ieri sera di Raiperunanotte, Sabina riuscì ad aggirare la censura, portando in teatro e poi su internet, le restanti cinque puntate che non furono mandate in onda su Rai3.
   


                       p.s.
Piccolo appunto sull'intervento di ieri di Morgan, che a oggi ancora devo comprendere. Ditemi se ho sbagliato, ma secondo il suo intervento ci voleva più poesia e più cultura in questa Italia ormai allo sbaraglio. Tuttavia è anche vero che, con tutto il rispetto per l'artista Marco Castoldi in arte Morgan, che questa poesia e cultura bisogna saperla comunicare. Sicuramente Morgan sarà bravissimo a comunicarli nei testi delle sue canzoni, ma non lo è altrettante se li deve comunicare a parole in un dibattito. Basta fare un piccolo confronto tra ciò che ha detto, e i modi in cui l’ha fatto, ieri sera Morgan e gli interventi di Monicelli (immenso!) e il piccolo intervento di Benigni.


1 commenti:

  1. Concordo...
    Leggi il mio intervento su
    www.iomicaricodirabbia.blogspot.com

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