sabato 19 dicembre 2009
venerdì 18 dicembre 2009
NUOVO ATTACCO HACKER A TWITTER (il quarto in un anno)

18 dicembre 2009 - Un gruppo iraniano, l'Iranian Cyber Army, ha piratato il sito di Twitter. Le notizie relative all'operazione non sono ancora complete visto che Twitter sta ancora indagando, secondo le prime voci sembra che l'attacco sia stato eseguito modificando i dns in modo che il dominio twitter.com venisse rediretto sulla pagina modificata dove si vede il logo del gruppo di hackers e una bandiera verde con scritte in arabo. "Gli Usa non hanno il controllo della rete" e "non provocate il popolo iraniano" le scritte messe in rete dai pirati.

Già questo è il quarto attacco da parte di hacker che subisce Twitter solo nel 2009.
L'ultimo risale ad agosto quando il sito è rimasto "down" per oltre 2 ore a causa di un attacco che l'azienda stessa ha identificato come "denial-of-service". Un tipo di offensiva hacker molto comune che punta a bloccare un sito sovraccariccandolo con una mole enorme di tentativi d'accesso al server. Dopo il blocco, Twitter aveva annunciato sul suo blog che stava difendendosi contro l'offensiva ma il social network e dopo circa due ore e mezza il sito è tornato online.
Mentre a luglio di quest'anno un pirata informatico è penetrato nell'account Gmail di un dipendente di Twitter e da lì ha rubato diverse informazioni segrete che sono state distribuite ai siti di news tecnologiche TechCrunch e Korben.
Secondo il New York Times sarebbero state rubate, oltre alle informazioni personali dei dipendenti, anche i piani finanziari dell'azienda, tra cui quello di raggiungere entro il 2013 il miliardo di utenti e ricavi per 1,54 miliardi di dollari. Inoltre sarebbero finiti nelle mani degli hacker anche i nuovi modelli di sviluppo di business elaborati da Twitter per fronteggiare la concorrenza di Facebook.
L'azienda, una volta diffusa la notizia, ha fatto sapere che nessun account degli utenti è stato violato.
giovedì 17 dicembre 2009
Comunisti di destra (di Minxin Pei)

La verità non potrebbe essere più distante. Nonostante il nome ufficiale e certamente l'ideologia, il Partito Comunista Cinese (PCC) odierno è forse tra i partiti più elitari e di destra che si possano trovare tra i governi del mondo. Quasi tutti i principali leader cinesi si sono formati nelle università per le élite cinesi. Il presidente Hu Jintao, per esempio, ha una laurea in ingegneria idraulica dell'Università Tsinghua, l'equivalente cinese dell'Mit.
Se si guarda all'appartenenza sociale dei 76 milioni di iscritti al Partito Comunista, si noterà che il 70 per cento di questi sono rappresentanti del governo, dirigenti, professionisti, laureati, e addirittura capitalisti (proprietari cinesi di aziende). Una bella differenza con il 1979, quando il 70 per cento degli iscritti era composto da contadini e operai.
La sconvolgente trasformazione del PCC, che in sole tre decadi è passato da partito dei poveri a partito dei ricchi, è una storia che Pechino non vuole si racconti. Questo però non è solo un dato innegabile, ma anche uno dei segreti del successo del partito.
Poco dopo la sua salita al potere nel 1979, Deng Xiaoping si rese conto che la modernizzazione economica della Cina avrebbe avuto bisogno di un quadro di tecnocrati ben formati. Per questo impose riforme specifiche al fine di reclutare nel partito simili figure con responsabilità manageriali. Gli sforzi del partito per cooptare le élite sociali si andarono poi ulteriormente rafforzando in seguito al crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, quando i governanti di Pechino si resero conto che il PCC doveva potenziare la sua base sociale attraverso l'assorbimento nelle sue fila di una élite sociale variegata fatta di professionisti, professori, studenti universitari e capitalisti emergenti.
Fu una mossa strategica previdente. I leader del partito avevano capito che queste élite sarebbero potute diventare nemici potenti se non si fosse dato loro un certo status politico e privilegi. Allo stesso tempo, a causa della mancanza di educazione e di capacità, le opportunità di promozione per gli operai e i contadini iscritti al partito si facevano sempre più remote. Il partito smise di reclutare nelle campagne e nelle fabbriche e iniziò a corteggiare insistentemente i neo laureati e gli imprenditori privati.
Ovviamente un partito dei ricchi e delle élite è un partito per i ricchi e per le élite. E non c'è settore in cui la natura elitaria del PCC emerge con tanta evidenza come in quello economico e delle politiche sociali. La Cina è un paese senza tasse sul capitale, senza (veri) sindacati o ammortizzatori sociali. I costruttori con buone conoscenze possono facilmente ottenere prestiti dalle banche di Stato e ottenere virtualmente le terre espropriate dai governi locali ai contadini impotenti.
Quasi tutti i figli dei leader del partito sono dirigenti di aziende private o di imprese di Stato. In Occidente i migliori amici del PCC sono gli amministratori delegati delle 500 aziende Fortune o i tycoon di Wall Street e non i leader sindacali o quelli dei partiti di sinistra.
Come la gran parte dei marchi occidentali contraffatti in Cina, anche il marchio comunista è un falso. A giudicare dai suoi iscritti e dalle sue politiche il Partito Comunista Cinese potrebbe essere decisamente rinominato Partito Capitalista Cinese.
traduzione di Alessandra Pugliese
fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/comunisti-di-destra/2116883&ref=hpsp
martedì 15 dicembre 2009
FINALMENTE IL RESOCONTO DELLE SPESE DELLA MANIFESTAZIONE DEL NO B-DAY

Però come ogni santissima volta che questi del No B-Day promettono qualcosa e poi la pubblicano, ho sempre la strana sensazione di essere preso per IDIOTA!
Ecco perchè:
- noleggio palco;
- noleggio maxischermo;
- spese dell'occupazione del suolo pubblico;
- spese montaggio palco;
- e altre "mille" uscite che IN TEORIA dovrebbero esserci.
E dire che queste e altre voci dovrebbero essere le più importanti della manifestazione, anche perchè rappresentano le maggiori uscite....cioè lo sapete quanto costa noleggiare un palco del genere?!
Mica vi volete far capire che il palco si è montato da solo?! Oppure che palco e maxi schcermo lo avete trovato lì in piazza San GIovanni già montato e avete pensato:" Beh, ormai che ci siamo, è un peccato sprecarlo, utilizziamolo noi!".
2) Ormai è risaputo e confermato anche da voi organizzatori che la maggior parte delle spese del No B-Day sono state sostenute dall'Italia dei Valori e dal partito comunista: dove sono le cifre che hanno "donato"??
3) Nel vostro resoconto abbiamo solo 9 voci di uscite effettuate! Mi volete far credere che una manifestazione di quella portata ho comportato solo 9 uscite?! Mi volete prendere per il c***o facendomi credere che avete organizzato il tutto con soli € 5139,00?!?!...e inoltre soldi vi sono rimasti?!!??
Obiettivamente, quando è troppo è troppo.
4) Nel vostro resoconto c'è una differenza evidenziata tra "uscite preventivate" e "uscite effettuate". E molti spese preventivate in realtà non si sono realizzate: ma grazie ai soldi di chi?!
Mi volete fare capire che, per esempio, i WC si sono materializzati dal nulla in piazza, visto che il noleggio è risultato =0 ?!?! Stesso discorso per le restanti spese che nella voce "uscite effettuate" hanno un bel zero!
lunedì 14 dicembre 2009
Berlusconi, l'aggressione subita, la strumentalizzazione da parte delle sue teste di cuoio.

Questo è il commento del "Fatto" all'aggressione subita ieri da Barlusconi. Un commento che sottoscrivo in pieno e che faccio mio e del mio blog.
Primo. Silvio Berlusconi è stato oggetto di un'aggressione violenta che sgomenta e che deve suscitare in tutti la più ferma condanna. Il suo volto insanguinato e sofferente è una pagina nera per il nostro Paese.
Secondo. L'autore dell'aggressione è uno psicolabile da dieci anni in cura per problemi mentali, e tanto basta per individuare la matrice del gesto.
Terzo. Ieri a Milano il tanto celebrato sistema di sicurezza del premier ha fallito su tutta la linea. Si doveva e si poteva impedire che l'esagitato si avvicinasse a Berlusconi anche perché il suo atteggiamento era apparso subito sospetto.
Quarto. La domanda sul clima infame che ha provocato l'aggressione è fuori luogo vista la personalità dell'aggressore. Ma se si vuole porre il problema di chi questo clima ha creato sottoscriviamo il giudizio di Rosy Bindi: il responsabile di questo clima è chi da mesi attacca tutte le istituzioni di questo paese, dal Quirinale, alla Corte costituzionale, alla magistratura.
Quinto. Subito le teste di cuoio berlusconiane, politiche e giornalistiche si sono mobilitate per scatenare la caccia all'opposizione, politica e giornalistica. Sappiano costoro che per quanto ci riguarda non arretreremo di un millimetro nella contrapposizione civile e rigorosa al peggior governo della storia repubblicana.
fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2400224&yy=2009&mm=12&dd=14&title=i_punti_fermi_del_fatto
venerdì 11 dicembre 2009
INTERVISTA (RILVELAZIONE) A GIANFRANCO MASCIA
Interessantissima intervista fatta da Susanna Pejrano Ambivero a Gianfranco MAscia.
Vengono fatte buone domande ma come al solito le risposte non sono dell stesso livello.
giovedì 10 dicembre 2009
IL DISCORSO INTEGRALE DI OBAMA PER IL RITIRO DEL PREMIO NOBEL ALLA PACE 2009

Vostre maestà, Vostra Altezze Reali, Illustri membri del Comitato norvegese del Nobel, americani e cittadini del mondo:
Ricevo questo onore con profonda gratitudine e grande umiltà. Si tratta di un premio per le nostre maggiori aspirazioni, quelle di non essere meri prigionieri del destino nonostante tutta la crudeltà e le ingiustizie del nostro mondo. Le nostre azioni fanno la differenza, hanno importanza e possono piegare la storia nella direzione della giustizia.
Tuttavia peccherei di superficialità se non prendessi consapevolmente atto della controversia che la vostra generosa decisione ha innescato. In parte ciò dipende dal fatto che sono all'inizio, non alla fine, delle mie fatiche sullo scenario internazionale. Rispetto ad alcuni dei giganti della Storia che hanno ricevuto questo premio - Schweitzer e King; Marshall e Mandela – i risultati da me ottenuti sono minimi. E poi ci sono naturalmente uomini e donne di tutto il mondo imprigionati e picchiati mentre perseguivano la giustizia, coloro che lavorano e tribolano nelle organizzazioni umanitarie per alleviare le pene di quanti soffrono; e milioni di altri esseri umani senza identità le cui azioni coraggiose e compassionevoli senza clamore ispirano anche i più incalliti e induriti dei cinici. Non posso ribattere a coloro che considerano questi uomini e queste donne – alcuni conosciuti, altri ignoti a tutti tranne che a coloro che essi aiutano – più meritevoli di me a ricevere questo premio.
Forse, però, la questione più controversa che riguarda il conferimento di questo premio proprio a me è che io sono Comandante in Capo di una nazione impegnata in ben due guerre. Una di queste guerre sta per volgere al termine. L'altra è un conflitto che l'America non ha voluto: un conflitto nel quale a noi si sono uniti altri 43 Paesi – Norvegia inclusa – nel tentativo di difendere la nostra nazione e tutte le altre da ulteriori attentati.
Malgrado tutto, siamo in guerra e io sono responsabile del dispiegamento di migliaia di giovani americani, incaricati di combattere in una terra lontana. Alcuni di loro uccideranno. Altri saranno uccisi. Pertanto sono qui, oggi, con una consapevolezza precisa di ciò che implica un conflitto armato – e sono pieno di domande e di interrogativi difficili sul rapporto tra guerra e pace, e sui nostri tentativi miranti a sostituire la prima con la seconda.
Questi interrogativi non sono nuovi. La guerra, in una forma o in un'altra, ha fatto la propria comparsa sulla Terra insieme al primo uomo. Agli albori della Storia la sua moralità non fu messa in discussione: era un semplice dato di fatto, come la siccità, o la malattia. Era soltanto il modo col quale le tribù e poi le varie civiltà perseguivano il potere, era un modo per dirimere le loro divergenze.
Col passare del tempo, a mano a mano che i gruppi hanno cercato di tenere a freno la violenza con codici e leggi, anche filosofi, uomini di fede e statisti hanno fatto il possibile per regolamentare il potere distruttivo della guerra. È così andato affermandosi il concetto di "guerra giusta", un concetto che suggeriva che la guerra fosse giustificabile soltanto quando rispettava alcuni requisiti: se a essa si ricorreva in ultima istanza o per difendersi, se la forza utilizzata era proporzionale e se – ogniqualvolta era possibile – i civili erano risparmiati dalle violenze.
Per buona parte della Storia questo concetto di guerra giusta è stato osservato assai di rado. La capacità degli esseri umani di escogitare nuovi modi per uccidersi tra loro si è rivelata inesauribile, come pure la nostra capacità di escludere da qualsiasi gesto di pietà coloro che sembravano diversi o pregavano un Dio diverso. Le guerre tra eserciti hanno lasciato il posto alle guerre tra nazioni: guerre totali nelle quali la distinzione tra combattenti e civili è andata sempre più sfumando. Nell'arco di soli trenta anni, per ben due volte massacri simili hanno sconvolto questo continente. E se è difficile immaginare una causa più giusta di quella che ambiva a sconfiggere il Terzo Reich e le potenze dell'Asse, la seconda guerra mondiale è stata un conflitto nel quale il numero dei civili morti ha superato di gran lunga quello dei soldati morti.
Nella scia di una simile devastazione, con l'avvento dell'èra nucleare, è diventato chiaro a vincitori e vinti in egual misura che il mondo necessitava di istituzioni apposite per scongiurare il rischio di un'altra guerra mondiale. E così, un quarto di secolo dopo che il Senato degli Stati Uniti aveva respinto l'idea di una Lega delle Nazioni – idea per la quale Woodrow Wilson ricevette questo stesso premio – l'America guidò il mondo nella realizzazione di un piano e un'istituzione in grado di mantenere la pace: il Piano Marshall e le Nazioni Unite, meccanismi che hanno il controllo su come si combattono le guerre, trattati che tutelano i diritti umani, evitano i genocidi, pongono limiti e vincoli alle nostre armi più devastanti.
Per molti aspetti tutti questi sforzi sono stati coronati da successo. Sì, si sono combattute guerre terribili ed enormi atrocità sono state perpetrate. Ma una terza guerra mondiale non c'è stata. La Guerra fredda si è conclusa con una folla di persone raggianti che hanno abbattuto un muro. I commerci hanno contribuito moltissimo a tessere rapporti tra buona parte della popolazione mondiale. Miliardi di persone sono riuscite a uscire dalla povertà. Gli ideali di libertà, autodeterminazione, eguaglianza e legalità hanno fatto progressi e indotto a compiere enormi balzi in avanti. Noi siamo gli eredi della lungimiranza e della tenacia delle generazioni passate, e questo è un lascito di cui il mio stesso Paese va giustamente orgoglioso.
Oggi, a dieci anni di distanza dall'inizio di un nuovo secolo, queste vecchie strutture vacillano sotto il peso di nuove minacce. Probabilmente oggi il mondo non rabbrividisce più alla prospettiva di una guerra tra due superpotenze nucleari, ma la proliferazione aumenta i rischi di una catastrofe di proporzioni globali. Il terrorismo è una tattica in uso da tempo, ma la tecnologia moderna consente a pochi uomini in preda a una collera smisurata di massacrare innocenti in numero spaventoso.
Oltretutto, le guerre tra nazioni hanno sempre più spesso ceduto il passo a conflitti interni alle nazioni: il riapparire di conflitti etnici o di natura settaria, l'esponenziale aumento dei movimenti secessionisti, di guerriglie e stati falliti hanno vieppiù attanagliato le popolazioni civili in un caos senza fine. Nelle guerre odierne, si uccidono ormai molti più civili che soldati e così facendo si piantano i semi dei conflitti futuri, le economie si sgretolano, le società civili sono lacerate nel profondo, i profughi e gli sfollati aumentano a dismisura, i bambini sono segnati per sempre.
Le mie dieci risposte al No Berlusconi Day. Gianfranco Mascia.

Premessa: Da tempo girano su facebook, dieci domande che sono state poste agli organizzatori del No B-Day, e oggi grazie a LuVi mi arriva il link della risposta di Gianfranco Mascia, quel Mascia di cui paralvamo ieri.
Faccio un copia ed incolla delle risposte di Mascia:
1) chi sono esattamente i vostri componenti?
I componenti di chi e di cosa? I componenti del “popolo viola” siamo tutti coloro che si sono occupati di questa mobilitazione (anche voi del resto). Nessuno pensa di potersi intestare un manifestazione come questa. Una manifestazione autoconvocata ed autorganizzata. Ci sono i “promotori” (i primi che si sono presi la briga di aprire il gruppo su Facebook, tra i quali San Precario, Franca Corradini, Giuseppe Grisorio e Franz Mannino) e gli “organizzatori” (NDB di tutta Italia, delle associazioni Liberacittadinanza e BoBi Boicotta il Biscione e di quanti hanno messo a disposizione gratuitamente il loro tempo)
2)in base a quali criteri e titoli sono stati selezionati?
In base alle loro disponibilità ed alle loro competenze. Quelli che per primi si sono messi a disposizione ed hanno cominciato a “pedalare” in riferimento alle loro competenze ed al tempo libero che avevano. Il tutto sempre in stretto contatto ed accordo tra loro, i primi promotori e – quando possibile – con gli utenti del Gruppo Facebook e del blog www.noberlusconiday.org. Il tutto è partito da una riunione convocata (e pubblicizzata sul Gruppo Facebook in quanto aperta a tutti) al cinema Detour di Roma. Lì è nato il gruppo che ha tentato (bene, mi pare) di trasformare il flusso digitale in analogico. In più ci sono tutti i gruppi locali che si sono mobilitati per organizzare i pullman, fare i banchetti informativi, mantenere il contatto con chi organizzava, aiutare al servizio di accoglienza nel corteo e nella piazza, inventarsi le loro modalità di partecipazione.
3) che cosa significa per voi: “manifestazione della rete” ?
Manifestazione della rete non dice niente. Manifestazione “autoconvocata” ed “autorganizzata” dalla rete dice molto di più. Vuol dire che l’iniziativa è partita da una pagina su Facebook che alcuni blogger hanno promosso. Spesso capita che queste pagine si fermino lì. Oppure vedano la creazione di eventi che hanno “tot” aderenti che poi – all’atto pratico – si trasformano in 1/10 (quando va bene) dei “tot” presenti fisicamente.
Questa volta abbiamo ribaltato i numeri. E’ venuta molta più gente reale di quella virtuale. “Autorganizzata” perchè le persone si sono trovate in maniera spontanea ed – in base alle proprie competenze – hanno preso in mano un pezzettino della manifestazione. Pare che il risultato (con tutti gli errori del caso) sia stato brillante, no?
4) è possibile vedere i verbali delle vostre riunioni?
I verbali delle riunioni (salvo nella fase iniziale http://www.facebook.com/search/?q=popolo+viola&init=quick#/notes/franca-corradini/ecco-la-task-force-incaricata-di-inondare-di-viola-la-ragnatela/180659676719) sono rimasti nei fondi di bicchiere dei bar dove ci siamo riuniti. Non pensavamo di essere una struttura burocratica, abbiamo privilegiato dei breifing “alcolici”. Del resto per mettere in piedi una iniziativa talmente folle, un poco il tasso alcolico bisognava sollecitarlo
.
Ma perchè non provate anche voi a rilassarvi, ponendo le domande in modo meno aggressivo? Persino Repubblica con Berlusconi ha posto 10 domande meno livorose.
5) si può avere visione dei vostri conti visto che avete richiesto un contributo economico alla gente; intendete comunque renderli pubblici in futuro?
Qui bisogna chiarire e ripetere quanto detto in conferenza stampa: noi non abbiamo chiesto soldi ai partiti. I partiti che hanno aderito fin dall’inizio alla manifestazione si sono presi un pezzo della logistica. L’IDV il palco (solo il palco, non tutta l’organizzazione della piazza), Rifondazione e Comunisti Italiani il contributo ai pullman ed ai biglietti dei treni. Ma anche qui bisogna chiarire che dei 700 pullman arrivati circa 200/220 hanno avuto il contributo, gli altri 400/500 sono stati pagati interamente dai partecipanti.
Ad un certo punto ci siamo resi conto che c’erano spese ancora non coperte. Ad esempio le ambulanze in P.zza San Giovanni, i servizi igienici a P.zza della Repubblica e P.zza San Giovanni, l’allestimento grafico del palco, le sale delle conferenze stampa, alcuni rimborsi taxi e viaggio, etc, etc… Allora abbiamo aperto una sottoscizione su Paypal e su PostePay. Sono arrivati poco più di 10.000 euro. Stiamo ancora pagando i conti. Appena riusciremo ad avere un bilancio lo pubblicheremo sui siti e sulla pagina Facebook, con le entrate e le uscite relative.
6) con che criterio sono stati organizzati gli interventi sul palco?
Cinque tematiche che rappresentassero il berlusconismo. Nessun esponente di partito sul palco. Mix tra personalità della società civile più conosciute e meno conosciute. Gruppi musicali ed artisti per sollazzare il pubblico. Le tematiche: Legalità e giustizia, informazione, ambiente, scuola, precariato. Abbiamo mandato inviti a tante persone, ci hanno risposto coloro che sono saliti sul palco in video o di persona. Stretto contatto con i promotori per condividere le scelte. Visti i tempi rapidissimi (le persone hanno necessità di essere avvertite quanto prima e noi abbiamo scelto i reltori in 20 giorni) pensiamo siano state le scelte migliori.
7) perché vi siete arrogati il processo propositivo e decisonale escludendo la rete?
E’ vero che c’è stato un problema di interscambio di informazioni con una “parte” della rete. Questa è la criticità maggiore di questa iniziativa. Il motivo è da ricercare nei tempi strettissimi, nella mancanza di strumenti adeguati e nel non voler “bruciare” i nomi. Vista l’attenzione dei media (soprattutto gli ultimi 10 giorni) non potevamo permetterci di mettere in rete un nome che doveva ancora dare una risposta. E’ capitato con Alex Zanotelli, che non ha aderito e non ha partecipato ma il cui nome è circolato portandogli serie difficoltà. Abbiamo perciò cercato di fare scelte condivise con molti gruppi locali, ma non con tutti. Le prossime volte sarà bene far circolare maggiormante le informazioni e – soprattutto – avere più tempo a disposizione per organizzare le iniziative. Le modalità per “gruppi di lavoro” stile social forum potrebbero essere ancora valide.
8 ) perché avete blindato il comitato organizzativo invece di renderlo ampliamente partecipato?
Dopo la riunione al cinema Detour si sono accertate le disponibilità. La caratteristica principale che si chiede a chi organizza un evento simile in così poco tempo è la necessità di mettersi al servizio, fidandosi degli altri e la esigenza di prendere decisioni all’unanimità. Il gruppo che si è formato all’inizio aveva queste caratteristiche. Ciascuno si relazionava con una parte della Rete. Forse non siamo riusciti a relazionarci con tutti. Ma era necessario portare avanti delle cose concrete, cercando di applicare le esigenze che la rete sentiva come prioritarie: non una manifestazione di partito, il colore viola come tema comune, la parola d’ordine della manifestazione (Berlusconi dimettiti) come punto fondamentale ed irrinunciabile. Il comitato non si è blindato, tanto è vero che il 5 dicembre altre persone – che non hanno partecipato alla fase iniziale – si sono prese un pezzo dell’organizzazione in mano. Il comitato ha sempre accettato di buon grado le persone che si sono presentate dicendo “ho queste competenze, vorrei fare questo”. Il comitato non ha fatto come normalmente si fa nelle organizzazioni politiche (e non solo) stabilendo ruoli in base alla appartenze o agli “equilibri”. Avevamo necessità di persone competenti nel “fare” le cose. Per fortuna si sono presentate. Sembra che ciò abbia funzionato, no? Se stiamo ancora qui a parlarne vuol dire che il comitato ha svolto egregiamente il suo compito, no?
9) quale è esattamente la forma e l’entità della partecipazione dei partiti?
I partiti, come precisato sopra, hanno preso in mano alcune parti logistiche ma non hanno mai “interferito” nelle scelte organizzative e contenutistiche. Tutte le decisioni sono state prese senza la loro ingerenza. Persino la scelta del cambio della piazza (sulla quale l’IDV avrebbe potuto dire la sua visto l’aumento delle spese per il palco più grande) si è vista imporre il cambiamento. Nella piazza hanno potuto partecipare tutti i partiti che ne hanno fatto richiesta, senza pregiudiziali.
L’ultima ai media, che in qualche modo hanno contribuito dando visibilità all’iniziativa:
10) perché avete preferito fare marketing invece che informazione?
Questo è un segno dei tempi che viviamo in Italia. Alcuni giornali però hanno capito fin dall’inizio la portata dell’evento e ci hanno dato lo spazio giusto. Onore al merito a loro ed anche a Rai News 24, Sky Tg 24, Radipopolare, YouDem (ed alla rete pubblica danese) che hanno permesso la diretta dell’evento. E’ convenuto anche a loro, visto che hanno triplicato gli ascolti.
Che dire poi della campagna di comunicazione che abbiamo pensato per passare dal virtuale al reale? Le iniziative delle viol@zioni hanno certo agevolato il fatto che alcuni medi pigri parlassero dell’evento. In queste azioni abbiamo sempre legato i contenuti alle modalità, mai sono state semplici operazioni di “marketing”.
Comunque la cosa chiara è che il “popolo viola” non appartiene a nessuno. E sarà sempre ricordato così. I nostri nomi passeranno, il ricordo del 5 dicembre invece rimarrà sempre nella memoria collettiva come il primo atto della rivoluzione viola. Certo, dovremo fare le cose in maniera ancora più amplia e condivisa. Ma quello che rimane (anche in termini – come lo chiamate voi – di marketing politico) è una risorsa che deve essere messa a disposizione di tutti i comitati che si battono per vertenze territoriali o tematiche.
Una risorsa della quale farete parte anche voi del www.berlusconisidimetta.org
Ad esempio il 19 dicembre ci sarà la grande manifestazione No Ponte. Sarebbe bellissimo che fosse invasa dal viola.
L’onda viola non è di nessuno e comparirà e scomparirà quando meno ce lo aspettiamo. Ma – statene certi – è un’onda lunga.
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Oggi avevo promesso ad una persona che non mi sarei più occupato di questa storia del No B-Day.
E poi sempre secondo la teoria che ho cose ben più importanti a cui pensare, tipo i miei studi universitari, preferisco non commentare, altri ci si potrebbe scrivere un libro come commento a queste risposte, o meglio a queste MEZZE RISPOSTE!
In rete, per chi vuole ci sono abbastanza informazioni documentate su questo No B-Day, quindi chi vuole capire capisca, chi vuole seguire comunque l'onda viola la segua. Ma spero almeno che per chi la segua l'onda viola tenga gli occhi aperti e se c'è qualcosa che non vi convinca fate domande, chiedete spiegazione.
mercoledì 9 dicembre 2009
L'uomo del No B-Day: GIANFRANCO MASCIA. E se fosse SAN PRECARIO?

Per il rispetto che si deve all'intelligenza, dopo avere discusso ampiamente del No B-Day, forse è giunto il momento di analizzare uno dei fondatori della manifestazione, forse il fondatore principale, colui da cui è partita veramente l'iniziativa e a cui FORSE andrebbe associato ad una famosa pagina di facebook.
Stiamo parlando di Gianfranco Mascia. Tutti ne parlano nelle segrete stanze, tutti ne parlano a voce bassa ma forse è proprio lui il vero volto del famoso San Precario.
Che il signor Mascia sia uno degli organizzatori del No B-Day non si discute. E' forse il volto che si è visto maggiormente durante gli eventi ufficiale della manifestazione: conferenza stampa, interviste ed è stato pure presente sul palco di pizza San Giovanni.




Ora, il punto non è che sia tra gli organizzatori. Il problema si viene a creare se si associa la sua figura a quella di San Precario. Se ci fosse veramente lui dietro la pagina di facebook, non si capisce come mai in tutto questo tempo non si sia mai dichiarato come tale. Visto pure che questo San si è fatto autore di alcuni casi di siluramento dal comitato organizzatore di alcune persone che la pensavano in maniera diversa dalla sua (vedi sempre in questo blog l'articolo "Il retroscena del No Berlusconi Day /1"): diciamo che questo San Precario o Gianfranco Mascia non è il massimo degli esempi di partecipazione democratica.
Non si capisce, per esempio, come mai appena io stesso gli ho chiesto chiarimenti riguardo alla sua vera identità ipotizzandogli chi fosse in realtà, per tutta risposta "democratica" mi suggerisce di "andarmi a fare un giro" e si augura "di non vederci più". E giusto per mettere le cose in chiaro, qualora ancora io non l'avessi capito, terminata la conversazione in chat mi cancella dai suoi amici (vi ricordo che stiamo parlando della mia conversazione tramite chat di facebook con San Precario dopo che gli avevo detto che avevo capito chi fosse in realtà)


Io parto sempre dal principio secondo il quale chi non ha niente da nascondere non evita discussioni nè fa fuori chi ipotizza qualcosa.
Tutti ben sappiamo il ruolo principale che ha avuto San Precario in tutta questa storia del No B-Day, quindi sapere veramente chi sia, almeno personalmente, è importante. Poi ognuno è liberissim di pensarla come meglio crede.
Ma scopriamo chi è Gianfranco Mascia:
Il suo sito ufficiale --> http://www.gianfrancomascia.it
Nato a Bari il 3 luglio 1961, sposato con 3 figli. Dal maggio del 2007 vive a ROma.
Nel 1993 fonda i comitati Bo.Bi (www.bobi2001.it), BOicotta il Biscione, dopo l'ingresso di Berlusconi in politica. Le azioni del comitato Bo.Bi sono di sabotaggio civile, proponendo di non guardare le reti Fininvest e non comprare nei supermercati Standa. In quegli anni riscuotono un certo successo le sue iniziative.
Le sue iniziative riprendono con maggiore vigore durante la campagna elettorale del 2001, con le successive elezioni vinte da Berlusconi. Partecipa attivamente anche alla manifestazione del 2002 dei "girotondi".
Arriviamo al 14 settembre del 2003. Riporto che le sue testuali parole dal suo sito:
"L’uso del web con le mailing list i forum e il portale dei girotondi è stato fondamentale per l’organizzazione della più importante manifestazione autorganizzata dai cittadini mai realizzata: il 14 settembre 2003, più di 1 milione e mezzo di persone si ritrovano a P.zza San Giovanni, a Roma, per protestare contro la legge Cirami."
(Della serie, già ci avevo provato e ora con il NBD ci sto riprovando con maggiore successo.)
Dal 2005 è giornalista freelance ed ho cominciato una collaborazione con Arcoiris Tv.
Ha collaborato pure con EcoTv coordinato la diretta tv del Vday e Vday2 di Beppe Grillo.
E' un collaboratore di Grazia Francescato, nuova presidente dei Verdi. Occupandosi della comunicazione web del partito. Ha collaborato pure alla creazione del partito Sinistra Arcolbaleno, creandone il simbolo e attivandosi personalmente per l'ultima campagna elettorale delle europee.
Possiamo notare subito una certa familiarità con l'organizzazione di eventi in piazza ma soprattutto una certa familiarità con la politica. E per chi si è fatto promotore di una manifestazione apartitica, diciamo che non è il miglior biglietto da visita.
Ma andiamo avanti e torniamo a San Precario.
Il 5 settembre di quest'anno San Precario, con l'aiuto di Franca Corradini un'altra organizzatrice del No B-Day, hanno indetto la manifestazione No Gelmini Day: contro il precariato nelle scuole, una manifestazione con presidi davanti a tutte le prefetture d'Italia. E stranamente chi da il suo appoggio ufficiale a questa manifestazione c'è l'Italia dei Valori: "L’Italia dei Valori aderisce con convinzione al ‘no Gelmini day’ e sarà al fianco degli insegnanti e degli studenti uniti nel manifestare le ragioni della loro protesta."
In conclusione: Qui nessuno vuole accusare nessuno, e se il signor Gianfranco Mascia vuole siamo qui a risolvere ogni tipo di dubbio o incomprensioni. Stesso discorso vale per San Precario...
....o forse sto parlando con la stessa persona?
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martedì 8 dicembre 2009
IL POPOLO (VIOLA) E' UN BAMBINO....
Al popolo piace giocare al gioco della bandierina.
E tutti seguono quella bandierina viola.
Ma al popolo non interessa chi la sventola questa bandiera e dove porta
al popolo interessa solo giocare...giocare è bello.
Domani al popolo del gioco della bandierina non interesserà più
saranno già stufi di giocare a questo gioco.
Arriverà qualcun altro che si inventerà un altro gioco
ed il popolo bambino continuerà a giocare felice
...perchè al popolo piace giocare, anche senza conoscere le regole del gioco
SVEGLIA POPOLO VIOLA! QUI QUALCUNO VI/CI STA PRENDENDO PER IL CULO!!! (Documentato!)

E' un misto di rabbia, delusione e rassegnazione.
Farsi prendere per il culo da chi te lo aspetti (vedi Berlusconi) ci può stare, uno ha già gli anticorpi. Ma vedere che si sta combattendo il nano ma con le sue stesse armi, quali segreti, finzione, bugie e censure mi fa male. Mi fa ancora più male vedere tanta gente che inconsapevolmente segue questa nuova "onda viola", senza sapere dove porta e come veramente si è creata.
Ma potrò continuarlo a gridare all'infinito, ma la voce mia e di altra gente che hanno scoperto il bluff ormai sono condannate come voci dissidenti, berlusconiane addirittura, voci che remano contro il nuovo; mentre non si capisce che chi fa notare queste cose è la voce di chi vuole bene veramente al suo paese, che non vuole uscire da un inganno ed entrarne in un altro. Che è sicuro che per cambiare questa Italia ormai allo sbando ci vuole veramente Democrazia, con la d maiscola, partecipazione, trasparenza. Tutti quegli elementi che fino ad ora ci sono stati privati.
Il lavoro di documentare tutte le incongruenze del No B-Day è assurdo, perchè sono talmente tante che uno non può starci dietro. Soprattutto quando si cerca di fare delle domande ai diretti interessati e questi o non rispondono, o rispondono in malo modo oppure per andare al sottile ti bannano completamente: niente domande, niente grattacapi.
Sarò ripetitivo, ma dopo che da molte parti sono arrivati dubbi , perplessità, dopo che "Il Giornale" stesso ti è andato contro, penso che l'unico modo incontrovertibile con il quale si rispondere non è quello che "tanto è un giornale di Belusconi"; ma BISOGNA RISPONDERE CON I FATTI, LE CIFRE, I DOCUMENTI.
Se esponi questi nessuno può dimostrare il contrario, se invece lasci punti bui nella tua organizzazione, chiunque può andarti contro, chiunque può trovare un appiglio per remarti contro.
Queste sono solo ALCUNE delle incongruenze di questo movimento, e ripeto sono solo la minima parte, con tutto il resto ci si potrebbe scrivere un libro.
Immagine 1:

Alla mi proposta di creare un "comitato di trasparenza", formato da uno dei rappresentanti
di ogni gruppo locale e che possa fare da tramite tra ogni singolo iscritto e il gruppo di cordinamento.
Comitato che aveva anche il compito di far luce su determinati punti, quali i fondi.
Beh, Franza Mannino mi risponde così:
Ciao Leandro, ciao a tutti Un documento è in preparazione. Saranno resi noti i nomi di tutti gli organizzatori, i firmatari delle autorizzazioni, la lista delle adesioni (associazioni, partiti, personaggi pubblici). Delle donazioni, ammontanti ad oggi a poco più di 10.000 euro, ho da tempo preso impegno di pubblicare la rendicontazione durante la settimana successiva alla manifestazione, ma non lo farò prima di essermi concesso un paio di giorni di meritato relax; dopo questa esperienza vi assicuro che anche la lotta coi coccodrilli potrebbe servire allo scopo. Signori se non è chiaro: stiamo spingendo l'Italia verso la terza Repubblica. Buon 5 dicembre :)

ci spiegheranno un pò di cose, magari ci faranno vedere qualche documento".
Ma vediamola questa lettera aperta: (si prega di asternersi dal ridere dopo averla letta. Però vi
è concesso sentirvi presi per i fondelli come mi sono sentito io dopo!)
"Note di Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi Sarò uno qualunque tra la folla viola:
Ci vediamo domani alla manifestazione: sono uno qualunque tra la folla viola. Sono l'operaio incazzato che ha perso il lavoro. Sono lo studente che difende la scuola pubblica. Sono l'immigrato, il precario, il terremotato dell'Aquila, l'alluvionato di Giampilieri. Sono quello accanto a te. Sono uno qualunque tra la folla viola. Non avrò microfoni, nè palchi. Non rilascerò interviste, non parlerò alla stampa. Non avrò cartelli: sarò anonimo. Sarò chiunque e ovunque, in piazza della Repubblica e sulla strada verso San Giovanni. E il mio grido risuonerà forte perché si aggiungerà a quello degli altri. Noi siamo il leader collettivo di questa nuova storia. Ci vediamo domani.
San Precario "
.......?!?!?!?!??!?!?!?!?!?!?!?!?......
(NON COMMENTO PERCHE' SINCERAMENTE SI COMMENTA DA SOLO!)

a distanza di 3 giorni. Cioè dico io, ma un pò di furbizia: non dire una cosa e poi ne fai un'altra,
ma allora veramente ci hanno preso per scemi!
comitato organizzatore molti blogger che la pensavano diversamente,
e sulla personalizzazione della politica, ma almeno, figlio mio(!), San Precario, almeno il minimo
di personalizzazione ci vuole, più che altro per dare un segnale di trasparenza e veridicità alla cosa.

Con una bella scritta sulla pagina ufficiale della manifestazione che riporta tutti in questo nuovo progetto!
Evvai!!! Evviva la coerenza!!!
Evviva il far e il disfare, prendendo allegramente per il culo migliaia di persone!
Io avrei terminato, anche perchè sinceramente ho cose ben più importanti da fare, che andare dietro a quattro personaggi pilotati chissà da chi, anche se forse si sa!
lunedì 7 dicembre 2009
L'AFTER NO B-DAY, PER FAVORE NON CHIAMATELA LA MANIFESTAZIONE DELLA RETE

Sono fondamentalmente DUE le riflessioni che suggerisce la manifestazione del 5 dicembre indetta per chiedere le dimissioni di Berlusconi.
‘manifestazione della rete’:
Speravo che la manifestazione fosse l'occasione per una elaborazione collettiva a cui contribuissero tutte quelle istanze di protesta e di proposta presenti nella società e nella rete (sulla giustizia e contro le mafie, sul precariato ed il lavoro, sull'ambiente, sul nucleare e sull'acqua, sulle grandi opere, sulla scuola, sull'informazione e la libertà della rete, per la dignità delle donne, per i diritti degli omosessuali, per la tutela della vita dei migranti, per la pace, per i diritti dei disabili) capace di superare visioni settoriali e di dare vita ad una spinta al rinnovamento complessivo, soprattutto sul piano della consapevolezza culturale, della società e della politica
Certo la rete ha contribuito alla diffusione dell'evento e a galvanizzare gli animi di chi si appresta a parteciparvi ma avendo personalmente preso parte, direttamente o indirettamente, alla convulsa fase preparatoria, posso in realtà affermare che la manifestazione potrà svolgersi, almeno con le modalità che 'qualcuno' ha deciso, solo grazie all'intervento di determinati partiti (IDV e Federazione della Sinistra) che hanno fornito il decisivo sostegno in termini finanziari, organizzativi e di supporto legale, magari usando allo scopo pseudo-organizzazioni della società civile quale Liberacittadinanza (facente capo al sen. Pancho Pardi di IDV) ed assumendo un ruolo preponderante nei decisivi gruppi di lavoro.
Portare sul palco, magari scelti dai partiti, un operaio, un precario, un resistente di mafia non avrà niente a che fare con un percorso, lungo e faticoso, di condivisione e discussione pubblica dei temi sociali e politici che riguardano il nostro Paese e, attraverso questo percorso, portare poi tali temi in piazza.

Non si capisce quanto sia prevalso un preciso e consapevole calcolo di convenienza, determinato dalla necessità di far fronte unico contro il nemico comune e dalle simpatie politiche di alcuni quotidiani, ad esempio de Il Fatto e Il Manifesto nei confronti rispettivamente dei partiti di Di Pietro e Ferrero, o piuttosto la superficialità (non infrequente) dei giornalisti e la loro abitudine a cavalcare le mode del momento (il web, facebook ….). Stranamente anche Repubblica e l'Espresso (e il blogger Gilioli) non hanno in questo caso voluto porre e porsi alcuna domanda.
Ancora più sorprendente e forse anche inquietante appare invece la posizione del PD. Perchè il PD (e i giornalisti di area, come ad esempio Lerner ..) ha deciso di assumere una così strana e ambigua linea, del tipo 'vorrei ma non posso': da un lato il riconoscimento della natura 'spontanea' della manifestazione e dall'altro la decisione di non aderirvi ufficialmente? Eppure avrebbe potuto facilmente constatare e contestare la finzione messa in atto dai propri concorrenti elettorali. Oppure il PD (così come Repubblica …), senza legittimare direttamente la piazza pensa di poterla strumentalizzare per aggiungere un ulteriore elemento all'accerchiamento in atto da parte dei centri di potere, a cui fanno capo anche gli stessi PD e Repubblica, nei confronti di Berlusconi (e 'provvidenzialmente' la manifestazione si terrà proprio il giorno dopo quello delle dichiarazioni di Spatuzza …)? D'altro canto una manifestazione che ha per oggetto solo il 'demoniaco' premier e che non promuove la consapevolezza e la denuncia di tutto il sistema di potere che l'ha sostenuto e che ne è stato complice (e che adesso si appresta a sostituirlo ...) quale pericolo potrebbe rappresentare?
Per concludere, cosa potrà restare di questa giornata del 5 dicembre? Tanti dibattiti ed editoriali sulla 'nuova politica' nata dal web, probabilmente qualche voto in più per Di Pietro, forse la fama per gli 'eroici' organizzatori e magari chissà, oltre la gloria di qualche comparsata televisiva, il premio di una candidatura alle elezioni, sicuramente un'occasione persa per la democrazia e la rete.
fonte: http://veritaedemocrazia.blogspot.com/2009/12/no-berlusconi-day-del-5-dicembre-2009.html
domenica 6 dicembre 2009
IL RETROSCENA DEL NO BERLUSCONI DAY /3: Documenti, foto e coincidenze strane.

Premessa: tutti i dubbi e le incertezze che ho sul No Berlusconi Day riguardano NON la manifestazione in se per se, anzi visti i risultati ma che ben vengano in futuro, ma cosa e chi c'è veramente dietro.
Allora vediamola, questa germinazione spontanea del No Berlusconi Day, partendo dal blog di Tonino Di Pietro.
1 - Ed ecco la prima sorpresa: la home-page è cambiata. Non è più quella che conoscevo, e che è stata usata fino a marzo compreso. Ne riproduco il frontespizio, per chi ha memoria corta: il bel faccione di Tonino, niente viola, niente links ad un ancora non esistente "No Berlusconi Day" nato dalla rete, dal basso...
Ma passa appena un mese, arriviamo all'aprile del 2009, e il frontespizio del blog di Tonino è cambiato. DRASTICAMENTE cambiato:
Troviamo le "piccole stranezze"? Bene:
a. La data è il 30 Aprile 2009, cioè cinque mesi e nove giorni PRIMA del giorno di nascita del gruppo. Non è, a dir poco, alquanto "strano"? Delle due l'una: o Tonino ha il dono della preveggenza, e riesce ad immaginare fin nel nome della manifestazione, e nel colore viola, i dettagli di una cosa che "nascerà spontaneamente dalla ggente" sei mesi dopo, oppure siamo in presenza di un fenomeno paranormale. Tertium non datur.
b. Nel frontespizio c'è tanto di link a facebook con tanto di manina che indica dove cliccare, ma il link è inattivo. Per forza... in aprile il "gruppo spontaneo nato dalla rete" non esiste ancora, però Tonino si è portato avanti...
Ma chi ce lo ha detto, a noi, che il gruppo è nato il 9 Ottobre del 2009, esattamente cogli stessi colori che Tonino aveva immaginato cinque mesi abbondanti prima? Ma ce lo dice il gruppo! Basta guardare la pagina ufficiale del gruppo oggi, concentrarsi sulla colonna di sinistra, e si può trovare tutto quello che molti non vogliono trovare:
Strano... sul sito di Tonino questa cosa c'era già il 30 aprile 2009: quando si dice la parapsicologia!
2 - Ma andiamo avanti: Ad oggi, 06 dicembre 2009, sempre per la teoria che era una manifestazione di tutti, da parte degli organizzatori non è stato fornito un solo elemento che indichi quanti soldi sono stati raccolti,...come sono stati spesi...e chi li ha donati.
3 - Chi si è occupato della manifestazione su facebook, da dove è nata tra l'altro, sapranno bene che il pseudo fondatore di questa manifestazione è il famoso SAN PRECARIO. Ma, sempre alla faccia della manifestazione "pulita", ad oggi non si sa chi sia realmente, quale sia il suo vero nome, che volto abbia! L'organizzatore princiapale della manifestazione non ha un volto! Se non c'è niente da nascondere, perchè non mostrarsi in pubblico, soprattutto dopo le numerose e insistenti inviti di molti, più che altro per la credibilità e trasparenza del progetto NBD stesso?
4 - Proseguiamo sui punti bui dell'organizzazione: Sempre sulla pagina di facebook c'è un link per "l'Autofinanziamento del B-Day". Siamo all'ossimoro. Se io mi autofinanzio, non chiedo i soldi a nessuno. ma chiamiamo le cose col loro nome: "Sostegno", non "Autofinanziamento". O no?
Ma chi è il collettore dell'autofinanziamento. Per fare questo è sufficiente cliccare sull'icona "Donazione" ed appare: l'invito a mandare una donazione a tale Franz Mannino. Ma la richiesta di donazione per "autofinanziamento" è sulla pagina del gruppo. Ma il gruppo non era spontaneo, nato dal basso, dalla rete, senza vertici e strutture?
Una domanda sorge spontanea: se mi iscrivo al gruppo, e poi chiedo una parte del "sostegno" a Franz Mannino, me la manda? Voglio dire: raccoglie donazioni per conto della struttura? allora c'è una struttura. Oppure per cosa? e se non è per la struttura, perchè la struttura consente a non importa chi di usare pagina, logo e spazi della struttura per raccogliere fondi che vanno sul suo personale fondo Paypal? giuro... sono sempre più confuso.
..ma se sono stati raccoldi dei soldi, a parte il fatto come ho detto prima che non sono state comunicati i modi di come sono stati spesi, ma perchè montare un palco enorme, da 1° maggio, e invece non sostenere con quei soldi i gruppi locali per le spese di trasporto? L'obiettivo era un concerto o che ci si fosse il più grande numero possibile di partecipanti alla manifestazione?
5 - E per chi mi dice che non cìè niente di male nel portare una bandiera di un partito ad una manifestazione, rispondo che è vero, ma 3 gazebi, di cui 1 enorme proprio sotto il palco, in tutta la pzza San Giovanni dico che forse sono un pò troppi da permettere per una manifestazione apartitica,....amenochè non si debba qualcosa a qualcuno!
(Questo è uno dei 3 gazebi che gli organizzatori hanno acconsentito di montare all'IDV. Proprio questo nella foto è da notare che era proprio sotto il mega-palco, neanche il gazebo del No Berlusconi Day era così vicino!)
(Questo invece è il gazebo dell'organizzazione del No Berlusconi Day! Avete notato differenze?! E vi ricordo sempre che il suo posto era dietro il gazebo dell'IDV, più lontano dal palco. Con tutti soldi che gli organizzatori sono riusciti a raccogliere per montare quel mega-palco, mi volete dire che non avevate qualche soldino in più per creare un gazebo migliore, dove magari vedere un paio di bandiere viola?!)
Ma ora vogliono farvi vedere qualche foto che ho scattato personalmente in piazza San Giovanni, foto che forse nessuno vi farà mai vedere, che sono state scattate quando ancora il corteo era in marcia. E vi assicuro che la prima impressione cho ho avuto arrivando sabato in piazza è stato quello di essere capitato in un misto tra un convegno dell'IDV e un primo maggio, come ho anche scritto in tempo reale sul mio stato di facebook.

(E nel caso in cui qualcuno rimanga senza bandiera, dietro i gazeo abbiamo la scorta!!! Come ha detto Di Pietro: "la mia partecipazione sarà da libero cittadino"...la tua forse ma non quella del tuo partito, e del cappello che ci avete messo sopra il 5 dicembre.)
(Abbiamo pure le magliette: viola, con la scritta "No B-Day" e si sotto una bella stampa dell'IDV....oh, proprio una partecipazione da libero cittadino, che spende soldi per portare centinaia di banidere, stampare magliette e distribuirle un pò a tutti!)
6 - Un'ultina curiosità: c'è chi sostiene pure che la manifestazione abbia avuto anche l'appoggio dei comunisti italiani. In molti che hanno partecipato alla manifestazione hanno notato il rosso predominante sul viola durante il corteo ma anche dopo in piazza. Ora vi farò vedere un'immagine del gazebo presente alla manifestazione ma soprattutto vi farò leggere una dichiarazione di Ferrero, segretario del partito comunista, che senza bisogno di grandi interpretazione il giorno dopo la manifestazione ammette la partecipazione del proprio partito nell'organizzazione del No B-Day:
"Roma, 5 dicembre 2009
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario del Partito della Rifondazione Comunista.
COMUNICATO STAMPA
FERRERO: SCANDALOSA CANCELLAZIONE DELLA PRESENZA DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA ALLA MANIFESTAZIONE NO BERLUSCONI
TG1 e il TG 5, cioè le ammiraglie di Rai e Fininvest hanno semplicemente cancellato la presenza della Federazione della Sinistra dal No Berlusconi day.
Una vergogna visto il contributo che abbiamo dato alla organizzazione della manifestazione e visto che chiunque abbia partecipato alla manifestazione ha potuto verificare la presenza delle bandiere della Federazione. Nei prossimi giorni cominceranno atti di contestazione di questa inaccettabile censura." (comunicato stampa originale)
*************************************
Ecco... questo è quanto. Questo è lo spontaneismo del NoBerlusconiDay. Ripeto qui nessuno vuole criticare la manifestazione in se per se, che come evento è stato stupendo con grandissima partecipazione, però, PER PIACERE, non prendiamoci in giro con la favola bella della manifestazione spontanea, nata dal basso, senza oneri ed onori per i partiti.
fonti: http://sitoaurora.splinder.com/post/21776705/Il+NObday+nato+spontaneamente%3F
venerdì 4 dicembre 2009
IL RETROSCENA DEL NO BERLUSCONI DAY /2

Chi Vi scrive è il Coordinamento iniziative dei gruppi antiberlusconiani di Facebook, la cui mobilitazione è iniziata a maggio quando più persone già attive da tempo su Facebook si sono riunite e incontrate dal vivo per proporre, discutere, condividere, decidere sulle iniziative da adottare per concorrere attivamente al risanamento della vita politica e sociale, partendo dal risveglio delle coscienze, allo scopo di rinnovare la classe dirigente.
Nella consapevolezza che il sistema è marcio e perciò va combattuto, la nostra battaglia è iniziata a partire da colui che:
sta smantellando lo stato di diritto, facendo leggi a proprio uso e consumo;
ha condannato il Paese ad un inaccettabile declino culturale;
pensa di essere il padrone dell’Italia;
vuole affossare ogni ricordo di democrazia, ogni cultura antagonista e diversa dall’unico pensiero.
La più significativa ed evidente espressione del marcio del sistema è Silvio Berlusconi ed è per questo che la nostra mobilitazione contro di lui, iniziata a maggio con la costruzione del sito berlusconisidimetta.org, non poteva non coinvolgerci nella manifestazione del 5 dicembre.
Abbiamo fin da subito cercato la collaborazione con tutti gli utenti anche virtuali, nascosti persino dietro nick, purché la manifestazione fosse organizzata nel migliore dei modi e desse luogo ad una grande mobilitazione pacifica e decisa contro Berlusconi e il berlusconismo.
La nostra collaborazione purtroppo non è potuta essere attiva perché è stata impedita dal comitato virtuale NBD, autoproclamatosi padrone della manifestazione, non disposto ad ascoltare le opinioni del popolo della rete, che ha dato all’evento No Berlusconi Day l’impronta di un marchio privo di contenuti, tramite un’operazione di puro marketing in perfetto stile berlusconiano.
In realtà, il comitato NBD rappresenta solo se stesso e non è espressione della rete che si è seriamente e democraticamente mobilitata per garantire il successo della manifestazione No Berlusconi day.
Nonostante i partiti abbiano formalmente riconosciuto titolarità e spazio alla rete nella definizione dei contenuti e delle modalità di svolgimento della manifestazione, la rete non ha avuto la concreta possibilità di esprimersi in modo democratico e trasparente.
Ad oggi ancora non esiste una rete in grado di esprimere strutture, rappresentanze e proposte o progetti concreti sul piano contenutistico. Un limite cui però si sarebbe potuto ovviare, almeno in parte, tramite un sito, simile al nostro, per ospitare proposte, discussioni, contributi, votazioni, ecc. destinate a costruire insieme il No Berlusconi Day, garantendo, compatibilmente con il poco tempo disponibile, la più ampia pluralità possibile delle voci del web.
La nostra amarezza e delusione è tanto più forte proprio perché dalla nostra esperienza abbiamo maturato la fiducia che la rete sia realmente in grado di offrire nuovi e validi strumenti di democrazia diretta, che possa dare un nuovo input anche alle tradizionali strutture dei partiti, favorendo un dialogo diretto e trasparente con gli stessi e offrendo loro un contributo importante, in un lavoro di squadra necessario, ora più che mai. La rete, come stiamo vedendo tutti, è un luogo in cui è possibile garantire la libera e spedita fruibilità di informazioni, conoscenza, approfondimenti, dibattiti, scelte consapevoli; in essa i cittadini hanno modo di incontrarsi, confrontarsi ed organizzarsi in tempo reale, di dar vita ad iniziative concrete su specifiche tematiche e difesa dei diritti, o per unirsi in un fronte unico, spezzando il divide et impera.
Per questo abbiamo ritenuto importante testimoniare e rendere noti quelli che a noi sono parsi dei tentativi di ridurre la rete ad una televisione dei poveri, cioè un mezzo per acquisire consensi passivi in stile berlusconiano, con scopi che restano oscuri.
Abbiamo visto crescere le adesioni a questo evento e sempre di più ci stiamo convincendo che, sia pure col tempo e con l’impegno, la rete può dare un importante contributo perché l’Italia si rialzi in piedi.
Il 5 dicembre, secondo noi, può e deve essere solo l’inizio ed è anche per questo che abbiamo impiegato tutte le nostre facoltà, risorse, energie fisiche e mentali affinché l’evento No Berlusconi Day coinvolgesse numerose associazioni della società civile e comuni cittadini animati da passione civica.
Convinti che la nostra mobilitazione e di tantissimi sconosciuti cittadini onesti contro il sistema berlusconiano sia sempre di più indispensabile e doverosa, scendiamo in piazza uniti, superando qualunque divisione, per chiedere le dimissioni di Berlusconi in quanto espressione di un sistema di potere illiberale ed antidemocratico, con la consapevolezza che il ‘berlusconismo’ ha penetrato in profondità il Paese e che occorreranno anni per riscattarci da un modello culturale degradato e degradante, di cui Berlusconi è espressione, ma che affonda le sue radici nella storia del nostro Paese, che trova terreno fertile nel feudalesimo internazionale e che come un eterno Gattopardo, cinicamente, si fa beffe di noi.
Simonetta Colucci, Kristel Kaaber, Barbara Gasbarrini, Maurizio Zaffarano, Giovanni Di Blasi (per “Mobilitazione Nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi”)
Susanna Ambivero e Ruggiero Lauria (per “Berlusconi non è il mio presidente”)
Michele Molisso (per “Sorry Barack for our prime minister…”)
Carlo Amabile, Antonella Codiglioni; Claudia Moriggi, Liborio Martorana, Giandiego Marigo (per “CONTRO IL GOVERNO DELLA VERGOGNA, per il rilancio della sovranità popolare”)
Ruggiero Lauria (per “Lui ha le televisioni, noi abbiamo Internet... possiamo batterlo”)
Annalinda lupis (per “COORDINAMENTO 31 MAGGIO 2009”)
fonte: http://www.facebook.com/note.php?note_id=191838097306







